Intervista a Miryam (Maria) la madre di Gesù (1)

Intervista a Miryam (Maria) la madre di Gesù (1)

Intervista a Miryam (Maria) la madre di Gesù (1) 1600 1336 Vincenzo Leonardo Manuli

Ho provato a fare qualche domanda a Maria, la Madonna, Miryam, così veniva chiamata dai suoi familiari e amici, è la madre di Gesù, e la chiesa fin dalle origini, ha riservato un posto importante nella spiritualità cristiana, nelle preghiere, nell’arte, nella teologia, nella tradizione e nella religiosità popolare. Dobbiamo ringraziare l’evangelista Luca se conosciamo i momenti più importanti della sua vita con Gesù, che non scompare con la sua morte, accompagna la nascente comunità, e secondo la tradizione, Efeso diviene la sua seconda casa, insieme all’ultimo apostolo, Giovanni, che sulla croce il Figlio aveva affidato a lei, prendendola con sè.

Ritieni esagerato il culto che il popolo di Dio ti rivolge? Fin da bambini apprendiamo le preghiere più semplici e facilmente memorizzabili, e il rosario ci viene proposto per meditare i misteri della vita di Gesù.

«Nel canto nel magnificat, ringrazio Dio, perché lui mi ha voluto sua serva, scegliendomi perché il suo progetto potesse realizzarsi. Riconosco che “ha fatto grandi cose”, e continuo a sentirmi come un fiore sulla tavola o una candela in una stanza buia, sempre trasformata dalla sua presenza».

La chiesa riconosce in alcune apparizioni che hai mostrato il tuo volto, hai parlato, hai chiesto di costruire chiese, di pregare per i peccatori, soprattutto ti sei fatta conoscere ai più semplici e agli umili, ad esempio a Fatima, Lourdes, Guadalupe, Mediugorje. A te sono dedicati città, chiese, sotto il tuo patronato, è una responsabilità importante!

«Io continuo a portare avanti la mia missione, per tutti gli uomini e per tutte le donne, per ogni categoria e fascia di persone. L’umanità ha sostituito la fame di infinito con altri idoli. Essa  però ha Dio nel cuore, è necessario ravvivare questa presenza, e anche il ricordo, una intitolazione, non spengono il fuoco del camino e della bellezza dell’universalità della fede».

Tanti nomi, piena di Grazia, Immacolata Concezione, Assunta, oltre ai tanti titoli della devozione popolare, a cui il popolo è molto legato. Penso al Carmelo, al santuario di Pompei e di Loreto, questi e tanti altri raccontano la bellezza di essere vicini a Dio. Tu sei stata favorita, eletta, amata, ti sei fatta discepola del Figlio, e hai avuto il coraggio nel momento della Passione del Figlio di continuare a credere alla promessa di Dio.

«Adamo ed Eva si nascosero a Dio dopo aver disobbedito, perchè non si erano fidati, seduti dalle lusinghe del serpente, ma Dio non si è mai allontanato da loro. Hanno perso la gioia, tutta l’umanità si è trovata senza la gioia, non solo, anche la libertà, spesso fraintesa non è una emancipazione ma una sofferenza. Dio vuole essere nostro amico, bussa alla porta del cuore, non entra dove non lo si lascia entrare, e non può agire nella storia, è questa l’opera di Dio, in qualsiasi uomo e donna viene incontro. Dio non entra invano nella vita, è un dono, …».

Quando la chiesa attraversa momenti di crisi, – che non sono mai mancati nella sua storia -, si ricorre sempre a te. È un affidamento alla quale non mancano contestazioni, per alcuni sono una deviazione al culto a Gesù Cristo, per altri, un devozionalismo sempliciotto senza intelligenza teologica. 

«Queste sono cose di pensieri umani, roba da teologi, discussioni che io rispetto, e quando il popolo ricorre a me, indica un “ricominciare”, così come Dio ha fatto con me, e continua a farlo con ogni uomo e con ogni donna disposti ad ascoltare la sua parola. Dio non parla nel rumore, nella frenesia dei giorni, nel groviglio dei pensieri, ma agita nel silenzio di un bosco, nella notte di un cielo stellato, nella solitudine della tua interiorità. C’è tanto bene che moltiplica tanta gioia nel regno di Dio con tutti i santi, ed è fatto di gesti semplici e umili, il quotidiano e l’ordinarietà della vita: bisogna credere e sperare nel bene, non essere pessimisti, e non lasciatevi superare in generosità e ricordatevi che Dio ama senza misura». 

(continua)

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