Leggendo qualche notizia e guardando dei video su youtube, l’argomento di questi giorni è il nuovo Papa Leone XIV. C’è chi dice che la Chiesa è potente, chi dice che affascina, intanto nel mondo continuano la violenza, le guerre, i conflitti, gli abusi, quindi, ci si ferma solo allo spettacolo, all’aspetto esteriore, quando la missione della Chiesa è “un piccolo lievito di unità, di comunione, di fraternità”, ha affermato Leone XIVnella Messa di insediamento domenica 18 maggio, e prosegue: “in questo nostro tempo, vediamo ancora troppa discordia, troppe ferite causate dall’odio, dalla violenza, dai pregiudizi, dalla paura del diverso, da un paradigma economico che sfrutta le risorse della Terra ed emargina i più poveri”.

Il ministero del nuovo Papa intende immergersi nelle dinamiche della storia e nei cambiamenti sociali e culturali con uno “spirito missionario”, ha ribadito Leone XIV, soprattutto nella rivoluzione dell’IA che prefigura di creare una creatura post umana con un corpo bionico, un cervello bionico, un uomo nuovo, in cui l’impianto di un microchip nel cervello avverrà senza porsi domande etiche e filosofiche.

È un grande rischio per l’umanità.
Leone XIV si pone sulla scia di Leone XIII. La rivoluzione industriale minacciava di distruggere il ceto medio (piccole imprese, banche, assicurazioni, ..). Leone XIII non aveva più il potere temporale, ma aveva tentato di conciliare cristianità e modernità. L’enciclica Rerum Novarum, scritta in piena rivoluzione industriale, intendeva ridare dignità all’uomo e ai lavoratori. La Chiesa non poteva stare con i padroni, con i più forti. Robert Prevost ha deciso di prendere il nome di Leone XIV nella volontà di porsi in continuità con la strada inaugurata dalla Rerum Novarum. Convinto che il suo pontificato sarà interpellato dalla questione sociale associata con la digitalizzazione. Afferma Paolo Benanti: “Se la industrializzazione trasformò il lavoro e la società, la digitalizzazione ridefinisce l’essenza stessa delle relazioni umane, del lavoro, della politica”.

Il compito della Chiesa, di Papa Leone XIV, non è quello di Leone Magno che fermò la spada di Attila con la croce, non si tratta di imporre agli altri la fede, ma, afferma Leone XIV: “Non si tratta mai di catturare gli altri con la sopraffazione, con la propaganda religiosa o con i mezzi del potere, ma si tratta sempre e solo di amare come ha fatto Gesù”.
La sfida sociale dell’IA, la più potente tecnologia mai inventata, da cui se da un lato ci saranno benefici, non è detto che saranno equamente distribuiti su tutti: il rischio è che la tecnologia ci porti ad essere abbrutiti, e disumanizzati. Il cuore della questione resta come custodire la dignità umana in mezzo ad un cambiamento radicale, di dominio del “paradigma tecnocratico”: “la dignità, nella sua luce ferita, reclama di essere vissuta, di essere riscattata dall’indifferenza che tende a consumarla. Essa emerge, vibrante e fragile, come un segno di resistenza nell’epoca della frenesia e della solitudine esistenziale, dove l’uomo è assediato dal rumore del mondo e dal vuoto delle sue connessioni”, scrive Mons. Francesco Savino.
La Chiesa si sente chiamata ad aiutare il mondo contemporaneo ad affrontare in modo sensato questa sfida. Lontano tanto dai tecno entusiasmi quanto dalle tecno-fobie, al centro la persona, dove “la tecnologia deve servire l’uomo, non il contrario” (Leone XIV).

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