LA CARTA D’IDENTITA’ DI DIO? – DOMENICA 15 GIUGNO 2025

LA CARTA D’IDENTITA’ DI DIO? – DOMENICA 15 GIUGNO 2025

LA CARTA D’IDENTITA’ DI DIO? – DOMENICA 15 GIUGNO 2025 2560 1440 Vincenzo Leonardo Manuli

SS. TRINITA’ (ANNO C) – Gv 16,12-15

Ho sempre avvertito un po’ di difficoltà nel commentare il vangelo di questa solennità, ma poi, mi sono rassicurato, non è un mistero da spiegare quanto un dono da vivere. Noi cristiani ci segniamo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santoun solo Dio, tre persone, una sola sostanza. Mistero. Questa verità cristiana, teologica, dogmatica ci supera. L’immagine cristiana di Dio è la Trinità. Il dono dello Spirito ricevuto nella Pentecoste, non è detto che ci garantisca una sorta di percorso scontato o privilegiato per conoscere il Mistero della fede cristiana. Non è affatto per niente semplice. Lo Spirito vuole introdurci, secondo la sua pedagogia, sempre di più all’interno di quelle relazioni d’amore che esistono nella Trinità, passo dopo passo, e l’amore chiede rispetto, ci sono dei tempi. 

Dio è amore

Non sempre l’altro ha la capacità di portare il peso di quello che vogliamo condividere, figuriamoci il cammino di fede cristiana. Lo Spirito Santo, l’Eucaristia, la Trinità, il Corpo mistico della Chiesa, .. Dio si è presentato già a partire dal Primo Testamento rivelandosi a Israele, come l’unico che esiste.  Via via, nel volto del Figlio, Gesù Cristo, il Figlio fatto uomo, ha svelato il progetto d’amore per l’uomo, per manifestargli grazia e misericordia. L’amore è stato riversato nei nostri cuori, scrive Paolo ai Romani, nella nostra umanità, fragile e concupisciente, Dio ha messo il sigillo del suo amore trinitario, sorgente a cui siamo chiamati ad attingere per estinguere la nostra sete.

Dio non è solo

Noi – creati a sua immagine e somiglianza – non possiamo che cercare il senso della nostra vita proprio all’interno dello spazio relazionale che abitiamo, le nostre relazioni, in famiglia, nella Chiesa, devono ispirarsi al paradigma trinitario. “Se vedi l’amore, vedi la Trinità”, affermava Sant’Agostino, ma cosa significa tutto questo? Nella Trinità avviene una esplosione dell’amore, nella comunità, nella solidarietà, nella reciprocità. Affermava Benedetto XVI che “chi crede non è mai solo”. Nemmeno Dio è solo, non lo è mai stato. Fin dalla creazione, da quel primo gesto in cui ha acceso il mondo e la vita, Dio si è presentato a noi non come essere statico e solitario, ma come una comunione di vita e uno scambio di doni fin dall’eternità. È a questa comunione a cui noi siamo invitati. Noi, grazie allo Spirito, veniamo immersi in un oceano di luce e di pace. Dio non è solo, non è un individualista chiuso nella sua potenza e compiaciuto della sua grandezza: Dio è l’esplosione di amore, di fantasia, di un’armonia che fa ballare, che dà gioia e allegria.

Dio si è fatto conoscere, si è manifestato in questa forma dell’amore. Noi crediamo che nell’incarnazione di Cristo, Dio è apparso come il Padre che, mediante il suo Spirito, dona tutto ciò che ha e ciò che è al Figlio, nel vincolo di un amore eterno e indistruttibile. Al traguardo della nostra vita, sono convinto, che non finirà di stupirci. Commentando il vangelo di questa solennità Luigi Verdi, scrive: Gesù ci ricorda che non c’è traguardo, non c’è meta raggiunta, non c’è una fine in questo Dio che non finisce mai di stupire: ci sono “cose future” inimmaginabili che ci aspettano e niente finisce nello scorrere incessante di Dio”.

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