XXXII TEMPO ORDINARIO – Gv 2,13-22
In questa data si celebra la dedicazione della cattedrale di Roma, la chiesa madre di tutte le chiese, San Giovanni in Laterano, la Basilica Lateranense, edificata nell’anno 324, fu dedicata al Santissimo Salvatore Gesù Cristo e ai santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista. È la festa della chiesa, l’edificio è solo un segno della Chiesa intesa come la comunità di persone e mistero di salvezza. Questa festa include un brano del vangelo di Giovanni sulla cacciata dei mercanti dal tempio, interpretato come un’allusione al corpo di Cristo come nuovo tempio, “Gesù entra nel tempio non come spettatore e neppure come un devoto distratto, ma come un figlio indignato, scandalizzato nel vedere la sua casa trasformata in un mercato” (LV).
Il mistero di salvezza
La Chiesa, santa e peccatrice, casta meretrix, è il corpo mistico di Cristo, è una realtà unita dall’amore di Dio, che è santa per la presenza del Signore, è universale, aperta a tutti, è apostolica, fondata sulla testimonianza autorevole dei primi testimoni. Ma è peccatrice, per la presenza di uomini e di donne peccatori. Noi celebriamo la Chiesa mistero di salvezza, celebriamo la Chiesa sposa del Signore, corpo di Cristo, popolo di Dio, tempio dello Spirito Santo. Il vangelo di Giovanni afferma quindi il passaggio dal Tempio al corpo. Distruggete questo tempio .. Egli parlava del Tempio del suo corpo. Il corpo di Cristo, ovvero Gesù nella sua relazionalità, nella sua piena umanità, narra e attualizza la presenza di Dio tra gli uomini. Questa affermazione è al cuore della pericope evangelica di oggi che opera il passaggio dall’edificio al corpo.

Chiesa di persone e non di strutture
La chiesa è fatta di uomini e di donne, credenti, fedeli, prima di tutto. Dice San Paolo, Voi siete l’edificio di Dio, voi siete il tempio di Dio. Lo Spirito Santo abita in voi. Il tempio di Dio è santo, e siete voi quel tempio. Quando pensiamo alla chiesa pensiamo all’edificio, allo spazio sacro, al luogo dove ci riuniamo per pregare, ma c’è molto di più. Non basta il luogo e l’edificio che ha anche la sua importanza. Gesù si apre un varco, porta aria, respiro, “Gesù compie un segno non tanto per purificare il tempio di Gerusalemme, quanto per alludere al rinnovamento del luogo sacro. Il tempio cristiano è il corpo risorto di Cristo. La pienezza della divinità abita nel corpo del Cristo risorto, ma il corpo di Cristo è la Chiesa. È questo che il Signore considera il suo corpo. È questo che non è luogo di mercato, cioè, non è una religiosità fatta di compravendite, di dare a Dio qualcosa per avere da Dio qualcosa in cambio, ma è la relazione gratuita di amore autentico e generoso” (CD). Gesù libera Dio dalle gabbie in cui lo abbiamo chiuso, dove a volte l’abbiamo intrappolato, anche la gabbia fatta dalle mura di un tempio, di una cattedrale, di una chiesa.
Chiesa di preghiera e non un mercato
Se la nostra vita è fatta di calcoli o convenienze, così non è per Dio. Dio ama gratis. Il gesto profetico che egli compie è sovversivo. L’azione letta nel suo contesto, colpiscono il simbolo del potere politico-religioso-massonico del tempo, colpiscono il sistema sacrificale, Il suo è un “gesto che assume valenza messianica ed escatologica alla luce, di quella sferza di cordicelle utilizzata da Gesù. Con il passaggio dal tempio di Gerusalemme al corpo di Gesù, viene operato un passaggio da un ordine di tipo cultuale a uno di ordine personale e relazionale, dal meccanismo di delega dell’offerta di animali alla dinamica dell’offerta personale fatta con libertà e per amore” (LM).
Commenta Luigi Verdi: “C’è qualcosa di non negoziabile, che in noi esiste un luogo da difendere e da liberare. Un luogo dove il finito e l’infinito si toccano. Sacro è tutto ciò che dovrebbe restare inviolabile: collocato, cioè, un po’ più in alto del resto delle cose, per fare in modo che non si sciupi, che non si degradi. Solo così il nostro cuore diventa il vero tempio dove la vita viene rispettata, difesa, onorata. Celebrata”.

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