I QUARESIMA – ANNO A – (Gen 2,7-9;3,1-7; Sal 50; Rm 5,12-19; Mt 4,1-11)
Il percorso spirituale-quaresimale ci invita a prendere in considerazione il nostro battesimo. Quaranta giorni, un itinerario quaresimale per ricevere il battesimo, è quello che vivevano le prime comunità cristiane. Noi siamo già battezzati, immersi in Cristo, abbiamo l’opportunità di ripercorrere e godere una nuova esperienza battesimale, in questo ritmo liturgico, ci aiuta a considerare la bellezza di essere cristiani.
Le letture del tempo di quaresima hanno una diversa organizzazione rispetto al tempo ordinario. Incontreremo i grandi brani giovannei che caratterizzavano la preparazione dei catecumeni. Ripercorriamo la storia della salvezza, Abramo, Mosè, e l’annuncio profetico della novità futura. La prima lettura ci porta all’inizio della storia della salvezza. Il giardino, la creazione, e il compito dell’uomo è quello di coltivare l’amicizia e la buona relazione con Dio. Dio dà la legge, ma gli segna un limite: “l’albero della conoscenza del bene e del male, non deve essere consumato. L’uomo accetta questa alleanza ma non mantiene l’impegno. Tentato dal serpente, dalla sua stessa ragione, dal suo modo di pensare, polemico nei confronti di Dio, vede che l’albero proibito è bello. L’uomo e la donna pensano in modo autonomo, fanno di testa loro e si ribellano. Pensano che Dio menta, è invidioso. È l’origine del peccato, il pensiero di un Dio avversario, inaffidabile. “Il diavolo per entrare in relazione con l’uomo ha bisogno di sminuire Dio, e noi per non cadere nei suoi trabocchetti dobbiamo ascoltare le sue parole con l’orecchio di Dio, ovvero restando riferiti alla Parola, alla certezza di fede che Dio ci ama e vuole il nostro bene. Allora le letture di questa prima domenica di quaresima ci invitano ad alcuni passi concreti nel nostro cammino e ci danno alcune indicazioni per discernere e combattere le tentazioni che cercano di sedurre il nostro cuore e distoglierci dall’amore del Signore” (cit.) .
Questa prima domenica la pagina del vangelo è dedicata alle tentazioni: Gesù è tentato dal diavolo. “La sua via messianica è altra: non vivere salvaguardandosi, senza gli altri e contro gli altri, non fare segni meravigliosi che stupiscono, non volere il potere di questo mondo. È la via di un Messia, povero, umile, mite, fino a essere crocifisso nell’infamia. Gesù tutto attende da Dio e solo da lui” (EB). Il testo di Matteo contiene un racconto didascalico, sono tre tentazioni, mettendo al centro una citazione del Primo Testamento (il libro del Deuteronomio, il grande tema del popolo che ha fatto alleanza con il Signore). Ogni tentazione viene vinta con una citazione biblica. Il riassunto è: “non di solo pane” .. “non metterai alla prova il Signore” .., “il Signore tuo Dio adorerai ..”. “Abbiamo bisogno non solo di pane, ma di senso e di futuro e di capire a cosa davvero tendiamo. E come potrebbe Gesù inginocchiarsi davanti al miraggio del potere? Sarebbe come accettare che per cambiare il mondo bisogna stare alle sue regole, che per ottenere frutti occorra rinunciare alla coscienza, che la dignità sia una mercanzia” (LV).
“L’umanità, in Adamo ed Eva che la rappresentano, era stata tentata dal diavolo riguardo a un frutto che riceve significato non per ciò che è ma per il potere che esercita: l’umano “vide che l’albero era buono da mangiare”, libido amandi; “appetitoso agli occhi”, libido possidendi; “desiderabile per acquistare potere”, libido dominandi (Gen 3,6). E così, ingannato da questa seduzione del serpente antico – l’avversario, il demonio, Satana, il principe di questo mondo –, acconsente alla tentazione e conosce il male e le sue conseguenze (cf. Gen 3,7). Le stesse seduzioni riguardano nel deserto Israele, il popolo di Dio, e anche in questo caso vi è un cedimento alle tentazioni” (EB).
L’effetto sperato non si ottiene, hanno coscienza del peccato, di essere nudi. E’ una sintesi teologica, l’archetipo del peccato: l’orgoglio dell’uomo che con la sua superbia vuol fare di testa propria. Tra Gesù e Adamo c’è una contrapposizione: Adamo, rovina dell’umanità, Gesù obbediente. Nella seconda lettura, San Paolo, l’apostolo, dice che “il peccato è entrato nel mondo a causa di un solo uomo”. “Tutti fanno esperienza del peccato, perchè tutti hanno peccato”, ma annuncia l’intervento di Cristo. Il dono di grazia, capovolge la situazione di condanna determinata da Adamo. Nel battesimo ci è data la vittoria di Gesù, ma non ci esenta dalle tentazioni.
Questo tempo di quaresima che abbiamo inaugurato con il rito austero dell’imposizione delle Ceneri, ci aiuti a fare esperienza di elemosina, di preghiera e di digiuno, soprattutto dalle parole offensive verso l’altro. E’ un tempo di ascolto, che ci aiuta nell’ascolto della Parola a condurre la nostra battaglia: la Parola ci serve più del pane, e assumere la mentalità di Gesù e non del mondo che propone vie alternative vuol dire questo: mettersi davanti a Dio e chiedersi quale è la sua volontà, e questo è possibile se diventiamo uditori della Parola, amici, assidui frequentatori per dimorare nella Parola.
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