
La rosa
Non ha fretta di spuntare, discreta, finchè un giorno, eccola, con i suoi petali, i colori, sorprendente. Le spine nel gambo, la rendono più bella, proteggono da insetti che vogliono attaccarla. Ho ripensato a mia sorella, alla fatica di essere moglie e madre. Come la rosa, giorno dopo giorno, la sua vita è maturata silenziosa. Non è semplice essere moglie e madre, in un contesto in cui i “valori”, nel vero senso della parola, quelli della famiglia e dell’educazione, della fedeltà e della comunione, fanno fatica ad affermarsi, ad essere vissuti e concretizzati, quando non sono interiorizzati, dove vige il lassismo, e una inversione dei ruoli. Per tal motivo, mi sento di osservare e ammirare famiglie che lottano e si sforzano per offrire alla società un avvenire. In questo pensiero includo mamma Cesarina, nel giorno più bello della sua vita, il suo genetliaco.

Il dono della vita
Devo ringraziare Dio, perché la mia è una famiglia bella, non solo nel senso estetico della parola, organizzativo, ma anche affettivo, sentimentale, cioè nel senso valoriale, umano e cristiano, una famiglia toccata dall’amore di Dio. Per noi dire umano e dire cristiano sono la medesima realtà. Siamo tre figli, di cui una sposata con quattro figli, e un fratello. Oggi vogliamo tutti ringraziare il Signore, per Cesarina, anzi, mamma Cesarina, anche se lei, – scusami sorella se rivelo questa confidenza -, dice che la dovevano chiamare Cesira, perché così si chiamava la nonna paterna.
Domenica 10 maggio 2026
Oggi, domenica 10 maggio 2026, celebriamo la vita, il dono della vita, il dono che siamo noi. I nostri genitori, ci hanno educato con semplicità ad una vita di fede, e abbiamo imparato cosa vuol dire ringraziare, fare sacrifici, essere onesti e con dignità. Ho voluto accostarla ad un fiore a me caro, la rosa, ne abbiamo tante nel nostro giardino, le coltiviamo e le custodiamo con attenzione. Oggi mamma Cesarina compie mezzo secolo, lo so che non si dice l’età delle donne, ma Cesarina porta bene questi anni. Una sorella che potrei definire con un solo aggettivo: , una donna che trasmette ai figli e al marito quello che ha appreso in casa: noi siamo il riflesso di quello che abbiamo ricevuto.

Ricordi
Sfogliando l’album dei ricordi, come i petali della rosa, nei pensieri scorrono tanti fotogrammi, tanti momenti vissuti. Ho dei bellissimi ricordi: quando andavo a prenderla all’asilo, quando giocavamo insieme da bambini, quando andavamo insieme a scuola, all’università di Messina, e quando ho celebrato le sue nozze e il battesimo dei nipoti. Mi emoziono quando scrivo su di lei, ha tante doti, di mamma, moglie, sorella e figlia, e nonostante la distanza trova il tempo per stare con noi.
Aggiungere vita ai giorni
Come viviamo questa giornata? In famiglia e la bellezza è la semplicità, come la discrezione della rosa, il godere istante dopo istante, perché il tempo passa, e cerchiamo di vivere ogni momento come dono, come grazia, come opportunità. Abbiamo attraversato tante tempeste e tante difficoltà, tuttavia, il Signore ha avuto una predilezione per noi, e un pensiero non possiamo che rivolgerlo ad una persona preziosa che pregava per noi e a casa nostra: nonna Laura, che tu hai accudito fino alla fine. E poi, abbiamo un custode a casa nostra, veglia, vigila, Sant’Antonio di Padova, una statua che da più di quarant’anni a casa nostra ci custodisce.

Mamma speciale
Cara sorella e mamma Cesarina, sai quanto ti voglio bene, quanto ti vogliamo bene, sei una mamma senza protagonismi, paziente e amorevole, vivi ogni giorno la tua quotidianità nella dedizione alla tua famiglia. Sai quanto ci manchi. Non ci sono due famiglie, ma un’unica famiglia, ma la felicità nostra è sapere che tu sei felice, siamo pieni di gioia per le soddisfazioni che i tuoi figli vi stanno dando, frutto dei vostri sacrifici.
Auguri mamma Cesarina, Dio ti benedica, faccia splendere su di te il suo volto, ti accompagni sempre, protegga sempre te, i tuoi figli e tuo marito. Ad maiora




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