IL DIO CON NOI – DOMENICA 17 MAGGIO 2025

IL DIO CON NOI – DOMENICA 17 MAGGIO 2025

IL DIO CON NOI – DOMENICA 17 MAGGIO 2025 1206 885 Vincenzo Leonardo Manuli

“Ma nel tempo che intercorre tra la resurrezione e la venuta gloriosa del Signore, la manifestazione nella storia della sua autorevolezza dipende dalla fedeltà dei discepoli al mandato con cui egli, mettendo fede nella loro debole fede, li invia fino ai confini del mondo: «Andate e fate discepole tutte le genti, battezzandole nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro a osservare ciò che vi ho comandato». E qui va detto con chiarezza: l’opera di evangelizzazione è possibile solo a condizione di essere prima evangelizzati, di essere plasmati dal Vangelo che si annuncia” (EB)

“Agostino, predicando l’Ascensione del Signore a Cartagine, anche i suoi fedeli rischiano di guardare il cielo nel modo sbagliato. «Salite insieme a Cristo – esordisce nel Discorso 261 – e tenete in alto il cuore. Nel salire però non insuperbiamoci». La distinzione che traccia è tagliente: c’è un’altezza che è fuga dalla realtà e c’è un’altezza che è rifugio in Dio. «Avere il cuore in alto ma non rivolto al Signore significa essere superbi; invece avere il cuore in alto rivolto al Signore significa rifugiarsi in lui» (Discorso 261.1). Il cielo non è conquista. È accoglienza. La logica agostiniana dell’Ascensione si fonda su un’inversione vertiginosa: «Ascese, ma chi? Colui che prima discese. È disceso per guarirti; ascende per elevarti. L’epoca in cui viviamo è ossessionata dall’auto-elevazione – self-improvementupgrading,performance misurata in follower. Agostino conosce questa tentazione e la chiama col suo nome antico: superbia. Chi si eleva da solo cade, perché il peso della propria fragilità è ciò che nessuna tecnica di auto-potenziamento  può sostenere” (P. Muller).

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