LA SINDONE. NEL TUO VOLTO LA MIA IDENTITA’

LA SINDONE. NEL TUO VOLTO LA MIA IDENTITA’

LA SINDONE. NEL TUO VOLTO LA MIA IDENTITA’ 1206 1349 Vincenzo Leonardo Manuli
Foto scaricata dal sito www.avvolti.org

È troppo facile riconoscere Dio nelle cose belle della vita, è facile intuire la sua presenza, ma quando incontriamo lo scandalo, il buio, come facciamo a riconosce Dio? La Sindone è un grande allenamento, rintracciando in ogni nostra notte, non il vuoto, non la disperazione, ma Dio, al sua presenza, le tracce della sua presenza. La sofferenza sfigura, ma dietro di noi, Dio sta lavorando. Quando tutto sembra perduto .. E’ un esercizio la Sindone, mette dentro di noi un percorso di conversione, ci mette in cammino. Dove è Dio nei momenti difficili? Sono domande inquietanti che ognuno di noi si pone? Un po’ come Giobbe, non solo lui. Dio è veramente Dio perché non solo è nel più alto dei cieli, ma perché si è sprofondato negli inferi. 

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Segno pasquale

I teli sono un segno pasquale. La Sindone non è solo la testimonianza di una tragedia, quel telo ha un senso, segno di una assenza che comincia a diventare piena di speranza. Quel corpo morto non c’è più, non è più là dentro. Il cristianesimo è credere alla Pasqua, il dolore non è il nostro destino finale. “Icona del sabato santo”, così l’ha definita Benedetto XVI. Si mostra, c’è qualcosa di scandalo in questo Gesù risorto. Il passaggio pasquale è riconoscere, senza abolire il dolore, la mancanza, la perdita, la pasqua è il potere che ha il Signore di togliere tossicità alle sofferenze e di dare speranza alla ferite. La Pasqua non è un colpo di spugna magico che cancella tutto quello che è successo prima. La Pasqua ci dice che le ferite possono diventare feritoie di luce, passaggi di luce. Quando sei ferito dalla vita, il male ti accusa. Dio ti ama? Il male usa la croce per toglierti la fede. Invece la croce diviene lo strumento attraverso cui credi di più, ti fidi di più E’ un dono dello Spirito. Dio opera di nascosto attraverso le cose più brutte della nostra vita. Ti accorgi che non sei solo, sei nelle braccia di qualcuno.

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