Camminando con l’evangelista Giovanni

Camminando con l’evangelista Giovanni

Camminando con l’evangelista Giovanni 2560 1920 Vincenzo Leonardo Manuli

Oggi viviamo tempi rapidi, tutto è rapido, e sostare, fermarsi, chiedersi chi siamo e dove stiamo andando è necessario. Siamo corpo ma siamo anche spirito, una unità disunita, spirito incarnato, ma a volte neghiamo una o tutt’e due le realtà. Siamo complessi, siamo mistero, questa è la bellezza. Occorrono luoghi e tempi, modi e situazioni per ritmare il cammino per rigenerarsi e ripartire.

Don Luigi, alla luce del Vangelo di Giovanni, ci ha fatto fare un percorso spirituale- esistenziale, le cui meditazioni si sono svolte attraverso i sette segni giovannei: Cana, la guarigione del figlio del funzionario del re, la guarigione del paralitico, la moltiplicazione dei pani, Gesù che cammina sulle acque del lago, la guarigione del cieco nato e l’ultima tappa, la risurrezione di Lazzaro.

Epicoco ha introdotto il tema con la parabola del seminatore (Lc 8,4-15), provocandoci a capire che terreno siamo: strada, sassoso, rovi, terreno buono. Giovanni il Battista ha fatto da ouverture alla serie dei segni: la festa, la paura, le relazioni ecclesiali, la paternità generativa, la volontà di guarire. Perché proprio il Battista? L’umiltà di chi si dichiara: io devo diminuire e Lui deve crescere.

Ogni giorno è stato scandito dalla preghiera dell’ufficio divino, l’Eucaristia, l’Adorazione Eucaristica e una giornata penitenziale per accostarsi in Sacramento della riconciliazione, per riflettere, pregare, meditare, la nostra vocazione, la nostra vita, il nostro apostolato, in un clima di silenzio, atteggiamento fondamentale per poter entrare negli esercizi spirituali, esteriore e interiore.

Gesù e’ in mezzo a noi o no? Ce ne accorgiamo oppure prevale il nostro io-centrismo? Chi salva? Abbiamo paura di Gesù? Viviamo la festa?Da quale prospettiva guardiamo? La nostra volontà è guarita? Queste e altre domande che potrebbero apparire scontate mettono in questione la nostra fede, per accettare i momenti di crisi e compiere una rivoluzione, passare al Cristocentrismo.

Fine corsa. Fine corso. Quotidianità. Ognuno per la sua strada, con i propri impegni, le attese, vite diverse, sfondi differenti, ma è chiaro che a guidare la storia sono la grazia della presenza di Gesù e la nostra libera volontà di fidarci-affidarci per compiere la storia con lui.

Ogni tanto è importante sostare, prendersi una pausa, per ripartire, come cristiani, discepoli di Gesù, come preti e consacrati al Signore, e’ un bene, sul vero senso della parola, riformulare il percorso, anche se non si può resettare, si prende la propria storia e si impara ad andare avanti, non da soli ma con il Solo.

INVIAMI UN MESSAGGIO, TI RISPONDERÒ QUANTO PRIMA.

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