XXXIII ANNIVERSARIO DEL SUO MARTIRIO 15.09.1993/15.09.2026

PADRE PINO Non un eroe, ma un uomo del Vangelo
Non parliamo di eroi o di stoici, ma di un uomo umile e chiamato a seguire il Signore, che ha vissuto con fedeltà la sequela del Maestro, con il suo sangue ha scritto una pagina significativa nella storia della chiesa e non solo. Se un detto latino dice che gratia supponit naturam, la vita di Puglisi, innestata nella vita divina, eleva le qualità umane e le fortifica, soprattutto nei momenti difficili, come il martirio. La grazia non cancella l’umano, ma lo assume, lo fortifica e lo trasfigura, soprattutto nell’ora della prova. La vita del martire e beato Giuseppe (Pino) Puglisi, prete della diocesi di Palermo, continua a pro-vocare le coscienze, anche a distanza di trentatré anni dalla sua morte. Puglisi, per gli amici 3P (Padre Pino Puglisi), nacque il 15 settembre 1937 a Palermo e morì nel quartiere di Brancaccio, a Palermo, il 15 settembre 1993, giorno del suo compleanno, davanti al portone di casa sua, per mano dei sicari di Cosa nostra. Ai suoi assassini disse: «Me lo aspettavo», con un sorriso spiazzante e libero, nel senso più prettamente evangelico.
Prete di periferia
Era il parroco del quartiere di Brancaccio, della parrocchia San Gaetano, fondatore del Centro «Padre Nostro», impegnato nella catechesi e promotore di tante iniziative sociali per i bambini, per i giovani e per le persone indigenti. Docente di religione, impegnato nella pastorale vocazionale a livello regionale, era anche voce critica delle istituzioni politiche, prete del Vangelo, senza etichette, un apostolo che non amava i riflettori, ma difendeva l’uomo, illuminato dalla «buona notizia» del Vangelo.
Fede, speranza e carità: il volto di una vita
La fede di Puglisi è la sconfinata fiducia nell’amore di Dio, abitata da una forza che ha innescato nel parroco di Brancaccio una rivoluzione interiore e un coraggio soprannaturale. La fede poggia anche sulle disposizioni umane che gli consentivano di affrontare difficoltà e intimidazioni in un quartiere abbandonato dalle istituzioni e sotto il dominio della mafia. La fede in Puglisi lo spronava ad andare avanti, senza rassegnazione: un’inquietudine che non cedeva ai «poteri forti» e viveva ogni giorno la speranza che, gettando il seme della Parola e quello del buon esempio, si potessero smuovere i cuori delle persone indurite e schiave della mentalità mafiosa, di coscienze anestetizzate contro il potere mortifero della mafia. 3P è un prete di periferia, un uomo del Vangelo innanzitutto, attento alla realtà e alle sue provocazioni. Egli aveva già fatto esperienza bruciante di cosa vuol dire vivere il Vangelo in un piccolo paese dell’entroterra palermitano, Godrano, non risparmiato da faide e rancori. Se la fede e la speranza sono state alleate del suo ministero, l’esercizio della carità ha animato il suo apostolato: un cuore di pastore attento al prossimo, infiammato dall’amore di Dio. Fede, speranza e carità non sono idee astratte, ma fondano e animano l’agire morale del cristiano, infuse da Dio nell’anima di Puglisi quale pegno della presenza e dell’azione dello Spirito Santo.
Il martirio
Il martirio, non voluto né cercato, ma di cui conosceva i rischi a cui andava incontro, è il compimento della sequela, fino al dono della vita. Coniuga Vangelo e lotta alle ingiustizie, crede al Vangelo fino in fondo e sente che la sua missione è liberare le coscienze dal potere mortifero della mafia. È presenza viva del Vangelo in un quartiere dove l’unica bellezza sono i suoi passi, i suoi gesti, i suoi sguardi e il suo sorriso. Puglisi era un uomo ironico, rideva delle sfaccettature della vita, un segno di libertà e di un cuore affrancato dal mondo; per questo, davanti ai suoi assassini, non fugge, ma li affronta come un discepolo del Signore sa fare. Non è la violenza a trionfare, non sono le minacce a fermare il fiume della carità, ma la mitezza e l’umiltà scardinano porte sbarrate e muri invalicabili. Il giorno del suo compleanno è il giorno del dies natalis. Davanti ai suoi assassini risponde: «Me lo aspettavo», con un sorriso disarmante, profondamente evangelico.
Preghiera al Beato Pino Puglisi
O Padre misericordioso / nel Beato Pino Puglisi, prete e martire, /hai fatto risplendere la forza mite del Vangelo / e ci hai mostrato il volto della tua compassione. / Tu hai sostenuto la sua fede / e alimentato la sua speranza; / nel suo sorriso, mite e luminoso, /abbiamo riconosciuto la gioia di chi /si affida a Te e cammina alla sequela del Cristo Risorto. / Per amore di Gesù / e per amore dei fratelli, / egli ha donato tutto se stesso; / ha offerto la propria vita / al servizio della giustizia e della carità, / della dignità e della libertà dell’uomo. / Con le parole e con l’esempio / ha annunciato che il male non si vince con altro male, / che la violenza non ha l’ultima parola, / ma che la vera forza appartiene / alla mitezza, all’umiltà e all’amore. / Come l’Agnello immolato sulla croce, / ha consegnato la sua vita / senza odio e senza paura, / confidando in Te fino alla fine. / Rendici costruttori di pace, / artigiani di giustizia / e servi dei nostri fratelli, / perché la nostra vita, come quella del Beato Pino Puglisi, / diventi un dono offerto a Te e un bene per tutti. / Amen
Preghiera composta dal sac. Vincenzo Leonardo Manuli, in ricordo del XXXIII anniversario del martirio del Beato Pino Puglisi.
09.09.2026

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