LIBERAZIONE

LIBERAZIONE

LIBERAZIONE 720 960 Vincenzo Leonardo Manuli

Domenica 23 Gennaio 2022 (III Tempo ordinario )

(Lc 1,1-4.4,14-21)

L’evangelista Luca nel suo prologo espone il metodo della sua ricerca nella narrazione teologica e salvifica del ministero di Gesù di Nazaret: “così anche io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza”. Luca è un cristiano di terza generazione, collaboratore di Paolo, e dopo aver presentato il destinatario di questo racconto (Teofilo), inaugura il ministero pubblico di Gesù nella sinagoga: il disegno di Dio contenuto nella Sacra Scrittura si realizza nell’Unto del Signore.

La Parola compiuta

La Parola si fa carne in Gesù e si attualizza, si rende contemporanea quando all’ascolto fa seguito la concretezza della vita. Per ogni ascoltatore, credente, e lettore, l’oggi è sempre l’ora per ascoltare la voce di Dio e non per indurire il cuore. La Parola di Dio è sempre attuale, l’obbedienza è l’ascolto cioè, prestare l’orecchio a colui che mi parla, e alla Parola o si obbedisce oppure la si rigetta. C’è un inizio nel vangelo di Luca, c’è un inizio per ciascuno di noi che ascolta e diviene discepolo. “Il vangelo si è fatto carne, storia, uomo, Gesù di Nazareth; il vangelo è uno solo, è un canto a quattro voci, quattro racconti, quattro memorie, un canto polifonico che resta un solo canto” (E. Bianchi). Luca testimonia la presenza dello Spirito di Dio in Gesù, lascia ai suoi ascoltatori di comprendere la sua identità facendo discernimento sulle azioni che egli compie, accogliendo la novità della buona notizia da lui annunciata.

Liberazione

Gesù è dunque il profeta atteso e annunciato dalle sante Scritture, il profeta ultimo e definitivo Quale è il programma di Gesù? Quando un parroco, un vescovo o un papa, iniziano il loro ministero, non hanno un programma, se non il vangelo, cioè, di compiere la Parola di Dio, di servire il vangelo, pur nei limiti e nelle imperfezioni umane. Gesù proclama di essere venuto a portare gioia, libertà, guarire, liberare, non un messia che impone pesi ma crea orizzonti. Il cuore del suo annuncio sono i poveri, i fragili, i deboli, “nel vangelo mi sorprende e mi emoziona sempre scoprire in quelle pagine accese si parla più di poveri che di peccatori; più di sofferenze che di colpe. Non è moralista il Vangelo, è liberatore” (E. Ronchi).

Una vita senza parrhesia

Dio ha spalancato in Gesù il cielo, Gesù è venuto a predicare l’anno di grazia, un giubileo, cioè la benevolenza di Dio, a mostrare che Dio è buono, e Dio vuole uomini e donne felici. Quale è la liberazione dell’uomo di oggi? Attira la sua Parola? Questo oggi appare nella liturgia? Nella catechesi? Nel ministro? Nei fedeli? La Parola è una luce che aiuta a interpretare quello che sta accadendo?

La liberazione di oggi sarebbe di liberare la chiesa di tanti fardelli; liberare il perdono; liberare la Parola, senza compromessi; liberare il cristianesimo, impicciato in strategie e tatticismi; liberare la Parola invece di essere neutrali;liberare il cristiano, le parrocchie, le chiese del superfluo; liberare chiese da un sistema di pensiero chiuso; liberare la franchezza della parola e non avere paura di essere emarginati; liberare dagli slogan; liberare dalle parole vuote; liberare il Sinodo e non essere ipocriti; e si potrebbe continuare. Non basta leggere e intendere il testo sacro se il cuore non arde e se non c’è quella audacia e parrhesia dei primi apostoli. Il vangelo è sovversivo o non lo è.

La missione profetica che Gesù ha inaugurato è questa, con segni e parole, missione affidata ai discepoli nel loro abitare la storia nella compagnia degli uomini. Sì, queste parole di Gesù saranno liberanti quando sentiremo di essere liberi di dire tutto ciò che pensiamo. I poveri continuano a gridare, gli oppressi e i prigionieri continuano a gemere e neppure i cristiani sanno vivere la misericordia di Dio annunciata da Gesù, ma questa promessa si realizzerà e troverà il suo compimento quando fiorirà l’umano e il divino in ciascuno di noi. 

Domande:

  • Quando ascolto la Parola mi arde il cuore?
  • Quale liberazione Gesù deve operare in me?

Impegno: SIGNORE, RISCHIARA I NOSTRI PERCORSI

Siamo viandanti che camminano nella notte, siamo sentinelle che scrutano l’aurora, siamo veglianti e vigilanti in attesa dello Sposo. Siamo la lanterna della vita e della fede, e ogni giorno è un passo verso il Cielo. Siamo l’impossibile che diventa possibile, perché l’odio possa trasformarsi in amore, il buio in luce, la guerra in pace, la tristezza in gioia, il pianto in sorriso. Siamo tutte le cose, siamo i colori dell’arcobaleno.

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