SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI – Ap 7,2-4.9-14; Sal 23; 1 Gv 3,1-3; Mt 5,1-12
Una moltitudine immensa, non si possono nemmeno contare, un esercito, tanti nomi, volti, storie, esperienze di vita. La santità è l’opera di Dio nella nostra povertà e insufficienza. La santità è riservata a tutti e non a pochi eletti. Forse siamo abituati a guardare ai santi pensandoli invincibili, che non sono mai caduti. Niente di più sbagliato. Il Battesimo è l’inizio della nostra santità, e quando gli permettiamo a Dio di agire, con la sua grazia e la sua potenza, diventiamo terreno privilegiato di Dio. In un tempo in cui prevale l’autorevolezza e l’autosufficienza, la santità è controcorrente, esprime il bisogno di relazione, dell’altro e di Dio.
La Santità è aprire la porta a Dio che bussa alla porta del nostro cuore, è vivere da figli amati, redenti. Non si tratta di impegnarsi, di essere perfetti, di essere migliori, ma di scoprire di essere “figli amati” in maniera incondizionata da Dio. Nella santità c’è un dono di Dio, entriamo in relazione con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, una relazione e una comunione di amore. Questa è la bellezza della santità, della Chiesa, in una umanità ferita e redenta da Cristo. “Il Padre ci ha creati destinandoci non solo a respirare il suo profumo ma anche a partecipare pienamente di ciò che Egli è: il Santo” (R. Manes).
Alziamo gli occhi. guardiamo figure bellissime che hanno vissuto prove, inquietudini, hanno pianto, si sono affidati nella povertà in spirito, nel desiderio di giustizia, ma sono stati consolati, e ascoltati dal Padre. Il cielo è qui, nella nostra esperienza quotidiana, la beatitudine è in questi stati di vita, e l’elenco delle beatitudini matteane non sono disgrazie. “Beati gli afflitti, i poveri, i miti”, quando rinunciamo alla vendetta, quando restituiamo all’altro la possibilità di ricominciare. “Queste categorie di persone sono destinate a una felicità che si manifesta sottoforma di consolazione, sazietà, visione di Dio e comunione con Lui, beni annunciati da Gesù che non riguardano il futuro ma il presente che egli è venuto a qualificare. La felicità è lo stato cui ha accesso chi crede nel Dio che sta dalla parte di chi non si svende ai compromessi iniqui, ma coltiva il sogno della giustizia, alla maniera dei profeti. Tutti i profeti della storia sacra hanno accolto e incarnato la parola di Dio e hanno subìto persecuzione perché aspiravano a seminare la giustizia nei cuori. Essere trattati come loro, perché discepoli di Gesù, è fonte di felicità. Dio stesso, che dà molto di più di quanto gli uomini possano dare, si fa ricompensa e causa di gioia per quanti scelgono di confidare in Lui” (RM).
La santità è il cammino di una vita spirituale e sacramentale, e senza l’Eucaristia, la Confessione, la preghiera, le opere di carità, senza un alimento della vita interiore, la santità non è realizzabile. Preghiamo il Signore in questa festa per il dono del battesimo, per la bellezza della santità; preghiamo per fare esperienza nella nostra vita della chiesa trionfante, la chiesa dei Santi; la chiesa pellegrinante che siamo noi e la chiesa purgante, quella in attesa di incontrare l’abbraccio di Dio. In questa triplica comunione che sperimentiamo nell’Eucaristia, si esprime il nostro pellegrinaggio, verso Dio.
Così sia
Lascia una risposta