Diego Armando Maradona, uomo e calciatore dalle tante acrobazie

Diego Armando Maradona, uomo e calciatore dalle tante acrobazie

Diego Armando Maradona, uomo e calciatore dalle tante acrobazie 834 1024 Vincenzo Leonardo Manuli

Diego o Maradona? La storia di questo grande calciatore è stata accompagnata da tante contraddizioni, si vedeva un campione e talvolta la sua vita  era alle prese con tante incoerenze, forse anche perchè si è avvezzi ad una morale perfezionista, per gli altri ma non per sè stessi! Certo è che un campione promuove un’immagine e la sua umanità a volte non è così limpida. Non sto qui a fare una polemica, mi piace ricordare l’attenzione che Diego aveva verso quelli che erano dietro le quinte, e qui non si è fatta mai pubblicità. Lui stesso ha confidato che Diego e Maradona sono due persone diverse. Ovviamente ci sono i detrattori, il gossip aveva dato risalto più alle sue fughe. 

Riguardo le sue giocate, palleggi, goal, dribbling, punizioni, rigori, l’amore per il calcio che lui ha reso più bello, e ricordo, che il Napoli lo ha reso grande e lui ha reso grande il Napoli. Diego Armando Maradona, è stato un uomo dalle tante acrobazie, nello sport e nella vita, lui stesso, di recente aveva affermato: “la cocaina, mi ha impedito di essere un giocatore migliore, sento questa colpa”. Non è facile parlare di Maradona, un uomo la cui vita è stata all’apice del successo, ma sono stati tanti i fallimenti. La gente, lo ha amato soprattutto perché lui l’ha fatta divertire, di sicuro, è un mito, il mito è qualcosa di eterno, anche con sfaccettature non così accettabili da chi persegue ideali e valori nella vita, insomma non è perfetto. I suoi fan gli avranno perdonato le tante cadute per amore del suo talento.

È stato geniale sul campo, con il pallone operava delle magie e risolveva le partite, grande trascinatore, dei suoi compagni, dei suoi tifosi, temibile dagli avversari. Si è sempre rialzato, la vita familiare oscillante, la cocaina, frequentazioni poco raccomandabili, nella vita ha mostrato tanti volti, ma molti lo hanno stimato, riconosciuto per le sue qualità sportive. 

Tanti appellativi, il Pibe de oro, la mano de Dios, campione d’Italia per due volte con il Napoli, campione del mondo con la sua nazionale, l’Argentina, e poi, una vita più di bassi che di alti, di cadute, ma nonostante tutto, il pubblico si emozionava ogni volta che lo vedeva. Una vita all’eccesso, canterebbe Vasco Rossi, spericolata, che lascia il pubblico e il mondo dello sport orfani, di un genio all’eccesso. 

Nella mia adolescenza sono cresciuto con lui. Chi non l’ha preso come modello nel calcio per le sue qualità inarrivabili? Sapeva entusiasmare, il 25 novembre, del 2020 ci ha lasciati di stucco, perché tutti vorremmo che le cose belle non finissero mai. Un epilogo  inaspettato, la cui figura rimarrà nell’Olimpo del calcio e nel mondo dello sport. È passato un anno dalla sua morte, si dirà tanto di Maradona, si parlerà con opinioni contrastanti, io mi godo le sue giocate, per la sua vita personale, vissuta al limite, colgo la sua confessione, la consapevolezza della sua umanità, e con la maturità che archiviato il successo, nella vita non tutto è perfetto e che si può deviare senza cadere in idealismi ed eccessive aspettative nell’altro.

Sarà davanti a Dio, di fronte a Colui che gli ha fatto il dono delle sue genialità e al quale ripasserà i momenti belli e i momenti brutti, una sfida dove il Pastore delle anime non gli chiederà una punizione o i calci di rigore, ma si godrà un pubblico più vasto e più ampio che ad ogni pecorella smarrita gli angeli e i cherubini cantano la lode a Dio.

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