L’ARTE DELL’AMARE – DOMENICA 18 MAGGIO 2025

L’ARTE DELL’AMARE – DOMENICA 18 MAGGIO 2025

L’ARTE DELL’AMARE – DOMENICA 18 MAGGIO 2025 2048 1152 Vincenzo Leonardo Manuli

Noi portiamo un desiderio di bene nella nostra vita, ma il peccato, ci porta a sbagliare a mancare il traguardo. Abbiamo bisogno della grazia, da accogliere come dono, la cui sorgente è Dio, il Padre. Tuttavia, in un mondo oggi indifferente, Dio è stato rimosso, non solo, anche il prossimo. Se camminiamo per le strade, vediamo volti inchinati sugli smartphone, scorgiamo passi frettolosi, ognuno è immerso in sé stesso, preso dalle tante preoccupazioni. E se avessimo dimenticato Dio? Dimenticare Dio è aver dimenticato l’amore.

Cieli nuovi e terra nuova

Aver dimenticato Dio significa rimuovere tante realtà, anche la vita eternail Regno di Dio che Gesù ha annunciato. Oggi si è ripiegati su sé stessi dove ciò che conta è solo il presente. Si vive un individualismo sfrenato che porta al disprezzo dei sofferenti e dei poveri. Non è forse l’idolatria dell’io, del piacere, del denaro e del successo? A rischio è la convivenza umana e sociale, ed i fatti della cronaca lo mostrano. Nel Regno di Dio non si entra da soli, ma insieme, come Popolo di Dio in cammino, questo Regno passa dall’amore di Gesù e se la nostra capacità di amare è debole, è probabile che non riusciamo a fare rete tra di noi, a sopportare il peso di sé stessi e degli altri e quella comunione nella Chiesa importante per poterci chiamare credenti e cristiani, di cui la sfida più insidiosa è amarsi!: “L’eredità, il dono più importante che Gesù affida alla Chiesa è semplicemente questo invito ad amarsi, espresso in forma di comando. Da come vi amate gli altri intuiranno al volo che siete i miei amiciDa questo tutti sapranno…: “cioè vi riconosceranno, vi identificheranno, capiranno che avete imparato da me, o almeno ci state provando”, commenta Luigi Verdi.

Il comandamento nuovo

Gesù affida ai discepoli un comandamento nuovo, la novità riguarda l’amore. Il biblista Gianni Carozza commenta: “La novità dunque sta nella persona di Gesù: lui è l’unico capace di amare veramente! E lui regala a noi questa capacità: è il suo testamento d’amore, ci lascia in eredità qualche cosa di grandioso! Non bisogna dimenticare che Gesù trasmette il suo insegnamento dopo che, con un gesto meravigliosamente eloquente, ha lavato i piedi ai suoi discepoli. Amare – vuol far capire Gesù – vuol dire servire”. L’amore passa anche dalle tribolazioni, dalla persecuzione, dall’incomprensione. Il filosofo gesuita Gaetano Piccolo commenta: “Ci distingueremo come cristiani proprio per questa novità, se saremo capaci cioè di amare in un modo che sorprende. Altrimenti continueremo a stare dentro le logiche vecchie della mondanità. Se nella Chiesa continuiamo a parlare di ruoli, di potere, di come spartirsi la gestione degli affari, non saremo riconosciuti come discepoli di Cristo: dal modo in cui ci amiamo, saremo riconosciuti.” 

Viene difficile fare esperienza di amore nella Chiesa. Occorre ripartire da Dio, invece di mettere al centro sé stessi. Bisogna spostare il baricentro, ripartire dal dono di GesùCosì scrive Luciano Manicardi: In verità ciò che Gesù lascia è la sua vita e il suo esempio, la sua pratica di umanità che ci insegna a vivere insegnandoci ad amare. Sì, Cristo risuscita nell’amore che i discepoli vivono nella storia”.

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