TUTTI CORRONO – DOMENICA 20 LUGLIO 2025 

TUTTI CORRONO – DOMENICA 20 LUGLIO 2025 

TUTTI CORRONO – DOMENICA 20 LUGLIO 2025  2560 1440 Vincenzo Leonardo Manuli

XVI TEMPO ORDINARIO – ANNO C – Lc 10,38,42

Oggi anche io corro di fretta, non c’è più tempo, diciamo che non c’è più la volontà dell’ascolto, ognuno di noi è preso dalle sue cose, e più cose si fanno, e più se ne vogliono fare, cadendo nella dissipazione, d’altronde non dobbiamo sorprenderci, viviamo nell’abbondanza di proposte, di divertimenti, per rimanere, alla fine della corsa, stanchi, delusi, senza aver ottenuto nulla. A soffrirne sono le relazioni, quelle personali, in famiglia, là dove esiste, fra i colleghi di lavoro. Le amicizie sono interessate, vanno a convenienza, se mi servi ti frequento, per questo oggi aumenta la solitudine, la depressione, e ci si rifugia sui social, sempre col volto rivolto agli smartphone. Che ruolo ha l’ascolto? La fede cristiana si fonda sull’ascolto, come unire, ascolto e azione? La preghiera piuttosto che domanda non è ascolto? Ho fatto una scelta, quando chiedo all’atro un pò di ascolto, e questo mi viene negato, mi rivolgo a Dio, almeno lui avrà un pò di tempo per me, vive l’eternità!

La vera libertà

Perché ce la prendiamo tanto con Marta? È vero che Maria ha scelto la parte migliore? Il vangelo non è così chiaro come appare. Se non ci fosse Marta come si potrebbe accogliere degnamente l’ospite? Il vangelo più che offrire risposte è una domanda. Marta vuole far sentire a casa sua Gesù, anche Maria, ascoltandolo, allora perché la riprende? Commenta Luigi Verdi: “Sì, è vero, Gesù le dirà che Maria ha scelto «la parte migliore, quella che non le sarà tolta», ma immagino che Gesù, con uno sguardo un po’ divertito, volesse ricordarle che non bisogna lasciarsi soffocare alle cose, dalle preoccupazioni, anche quelle fatte a fin di bene. Come se le avesse detto: «Resta libera, non lasciare che le cose ti schiaccino, che le preoccupazioni cancellino il gusto di sentirti viva; non dare agli affanni il potere di dimenticare i tuoi sogni e i tuoi desideri. Resta libera»”.

Siamo sinceri con noi stessi, presupponiamo a volte di essere onnipotenti e onnipresenti, di poter fare tutto, oppure, che occupando il tempo ci si libera da altre preoccupazioni, pensando di essere indispensabili, dimenticando di aver un po’ di tempo per sé stessi e per gli altri. Quello che sta venendo sempre meno è “la cultura dell’ospitalità”, questo vuol dire la mancanza di riconoscimento dell’altro, anzi aumenta la diffidenza verso il forestiero, visto come un nemico, come se fosse venuto a rubare qualcosa all’altro. Scrive il monaco di Bose Luciano Manicardi: “Ospitare è azione che comprende tanto il dare quanto il ricevere ospitalità. Le due dimensioni sono fuse nella parola italiana “ospite”. E questo dare e ricevere è espressione polare che abbraccia l’intera esistenza umana, dalla nascita, quando siamo accolti nel corpo di una donna, alla morte, quando ci accoglie la terra. Più radicalmente ancora, nel venire al mondo ci troviamo ospiti dell’umano che è in noi, accolti da una realtà che è in noi e che siamo chiamati a sviluppare assumendone la responsabilità”.  E se l’ospite fosse un angelo, un inviato di Dio? Tempi addietro l’ospitalità era sacra, adesso, si ospita per interesse oppure perché l’altro è una persona importante.

Preghiera e azione

Ogni giorno ricominciamo con un rinnovato ascolto, il calore dell’alba, la carezza del sole, la musica dei passerotti, la dolcezza della pioggia, la brezza del vento, l’ascolto di una parola che consola, e la voce di Dio che parla al cuore, cor ad cor e ti dona il coraggio di andare avanti.

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