
Non è un nome molto diffuso, se non grazie al grande scienziato e artista Leonardo da Vinci, a qualche attore o sportivo o aziende tecnologiche di cui portano il nome illustre per rifarsi al grande Leonardo da Vinci. Leonardo è un nome che probabilmente non ha origini italiane. Lo porto perché il mio nonno paterno, appunto, si chiamava Leonardo (preceduto da Vincenzo). Svolgendo una ricerca sul motore di ricerca più diffuso, Google, riporta che esso deriva da una radice germanica, composta dalle parole che significano “leone” e “forte” o “coraggioso”[1].

Nel ramo dell’agiografia i santi che portano il nome di Leonardo sono: di Noblac, di Murialdo e da Porto Maurizio. Il santo più noto è appunto di Noblac, la data del ricordo è il 6 novembre, si festeggia appunto San Leonardo di Noblac. Nato in Francia, il 496 ca., morto a Noblac il 6 novembre del 545 ca, si hanno notizie di una vita posteriore intorno all’anno 1000 da un autore anonimo: “Vita Sancti Leonardi”.
Non è un santo molto conosciuto, ma è “uno dei santi più popolari dell’Europa occidentale nel tardo medioevo”. Eremita e abate, (probabilmente aveva ricevuto l’ordinazione diaconale), si intrecciano storia e leggenda. È raffigurato con l’abito monastico, il vangelo e le catene. Si diede alla vita eremitica e fondò un monastero. Invocato come protettore dei prigionieri, dei fabbri e delle partorienti, di famiglia nobile legata con il re Clodoveo che si convertì dal paganesimo al cristianesimo grazie al Vescovo di Reims San Remigio, maestro di San Leonardo. Leonardo ottiene dal re Clodoveo come il Vescovo Remigio di poter liberare i detenuti. Conforta vedove e orfani, predica il vangelo, aiuta i poveri, guarisce gli ammalati. Si rifugia in una foresta nei pressi di Limoges. Un giorno passando da qui, il re lo implorava perché la moglie, la regina Clotidle, soffriva per le doglie del parto. San Leonardo prega e la regina partorisce. Come ricompensa il re offre un pezzo di terreno e lui edifica una chiesa in onore della Madonna, chiamandolo quel luogo “nobiliacum”.
Diverse chiese o cappelle devozionali sono intitolate a San Leonardo, anzi, in alcune emergono graffiti frutto di un culto antico e diffuso soprattutto nel mondo bizantino. Probabilmente, gli eremiti si ispiravano alla spiritualità del santo; siamo sul piano delle ipotesi, molto realistiche, grazie alle immagini che ci sono giunte e alle cappelle che conservano statue o dipinti del santo. Nella chiesa del Rosario a Cinquefrondi (Rc) si venera il santo, anche a Cassano allo Jonio (Cs) nella parrocchia della Natività della B. V. Maria; quadri e graffiti nella Chiesa Santa Maria del Gamio e una cappella, Santa Maria in Ara Coeli, attualmente in restaurazione, testimoniano la devozione al santo.
San Leonardo di Noblac, è il santo della preghiera e dei poveri, perché ago e filo devono andare insieme, che rivela la presenza cristiana non è un’idea astratta ma un’azione concreta, il cui amore preferenziale per i poveri sono i tesori più preziosi dove Cristo ama mostrarsi.

[1] In origine era un nome germanico (Lewenhart), documentato in latino come Leonardus.
Elementi: “Leo” o “Levon”: Leone. “Hart” o “Hardu”: Forte, valoroso, coraggioso. Significato: “Forte come un leone”.



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