SOLENNITA’ ASSUNEZIONE B. V. MARIA – 1Cr 15,3-4.15-16.16,1-2, Sal 131; 1Cor 15,54b-57; Lc 11,27-18
Il percorso di Maria. Nel cuore dell’estate, una delle feste mariane più belle e più importanti: l’Assunzione della Vergine Maria in Cielo. Questa festa riassume tutto il percorso di Maria, dall’annunciazione al compimento della sua esistenza terrena, la Dormitio, secondo la tradizione ortodossa. Maria è visitata da Dio, nelle pieghe quotidiane della semplicità di Nazareth, docile all’ascolto della Parola, riconosce la sua presenza, come nei diversi passaggi evangelici, la Presentazione al Tempio, Cana, la Croce. Maria non tiene nulla per sé, e si fa annunciatrice di una presenza in quanto abitata da Dio.
Stella dell’evangelizzazione. Maria è la prima evangelizzatrice, per questo è chiamata la Stella dell’evangelizzazione. Quando Dio abita davvero una persona, non la rende più rumorosa, non si mette sotto i riflettori, non occupa le prime pagine dei quotidiani, ma la rende più disponibile. La fede non è stare fermi a contemplare ciò che abbiamo ricevuto, ma portarlo da qualcuno che ne ha bisogno. Maria, che ha condiviso il cammino del Figlio, viene associata alla sua vittoria sulla morte. L’ultima parola è di Dio. Quel corpo che aveva accolto Gesù viene accolto nella gloria di Dio.
Nella gloria di Dio. L’Assunzione al Cielo di Maria, metafora dello spazio in cui risiede Dio, “ci ricorda una verità preziosa: il corpo non è soltanto immagine o apparenza, ma il luogo concreto dell’amore. Con il nostro corpo accogliamo, abbracciamo, curiamo, doniamo. Maria ci mostra la bellezza di un corpo capace di portare gioia” (GC). Ella che ha trovato grazia agli occhi del Signore, piena e ricolma del suo amore, ha accettato il fuoco dello Spirito, ha detto sì, ed è stata avvolta dalla luce, condivide la gloria del Figlio risorto. “Maria è la creatura che più di ogni altra ha lasciato spazio alla presenza divina. Il segreto della sua vita è proprio questo: Maria è una donna che sa ricevere. Quando l’angelo la saluta con le parole «piena di grazia», le annuncia che la sua bellezza nasce da un dono accolto. La grazia è insieme gratuità e bellezza: Maria è grande non perché si è costruita da sola, ma perché ha permesso a Dio di compiere in lei la sua promessa” (GC).
Un inno di giubilo. Lei risponde con un inno di giubilo, il Magnificat, con umiltà, non grida, non alza la voce, non si sente superiore, non deve dimostrare nulla. Guardiamo Maria, contempliamo Maria, imitiamo Maria, siamo chiamati con lei al Cielo. Non possiamo essere assunti esattamente come lei, ma possiamo tutti fare un cammino per arrivare in Paradiso. Tutti possiamo sforzarci di amare con la nostra unicità, con umiltà. Dove stiamo andando? Quale è la direzione della nostra vita? La via che Maria ci mostra non è facile ma è luminosa, fidarsi giorno dopo giorno di Maria. Scegliamo di seguirla, la sua via è anche la nostra. Santa Maria del Cammino, sei la nostra strada, sei la nostra via, tu che ci mostri qualcosa di più grande, che hai vissuto nell’amore di Dio e del Figlio, accompagnaci e nulla andrà perduto. Tu sei la nostra speranza, e quando la nostra vita si concluderà, accoglici con il Figlio in Cielo.
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